Chi fermerà Gherarducci? Il 2025 è suo, e gli avversari restano a guardare
di AC · 14/08/2025
Agosto 2025
Dall’Admiral’s Cup al TP52, il velista spezzino domina le regate e mette in crisi la concorrenza: talento, strategia e fame di vittoria.
Dopo anni di attesa, la Admiral’s Cup è tornata a solcare le acque del Solent dal 17 luglio al 1° agosto, in un’edizione dal valore storico: il centenario dalla sua prima regata. L’evento ha richiamato oltre 400 imbarcazioni da tutto il mondo, rappresentanti dei più prestigiosi Yacht Club internazionali, con una significativa presenza italiana.
Ben 15 team si sono sfidati nel grande ritorno della leggendaria Admiral’s Cup, un evento che ha riunito l’élite della vela mondiale. Con 13 nazioni rappresentate e una flotta di altissimo livello composta da velisti provenienti dalle classi olimpiche, dalla Coppa America e dal gotha della vela oceanica, la vittoria di Team JOLT non è solo un primo posto: è il coronamento di una campagna straordinaria, condotta con determinazione, strategia e talento puro.
A bordo di JOLT 3, dell’Armatore Peter Harrison, quattro velisti italiani hanno contribuito al trionfo, tra cui Massimo Gherarducci, atleta della Sezione Velica della Marina Militare della Spezia. Gherarducci, già protagonista in due edizioni dell’America’s Cup con Luna Rossa, ha confermato ancora una volta il proprio valore tecnico e agonistico, contribuendo in modo determinante alla vittoria del team.
Il 2025 ha segnato per Gherarducci un anno di grandi sfide e successi anche nel circuito internazionale TP52, dove ha regatato con il Team Alkedo powered by Vitamina di Andrea Lacorte. La squadra ha riportato l’Italia nel prestigioso circuito dopo quattro anni di assenza, dai tempi del celebre TP52 Azzurra dello Yacht Club Costa Smeralda. A bordo, un equipaggio stellare ha affiancato Gherarducci:
- Cameron Appleton, tattico, ex Emirates Team New Zealand
- Alvaro Marinho, stratega, olimpionico portoghese
- Alberto Bolzan, Chris Brittle, Luke Molloy e altri professionisti di altissimo livello.
- Questa partecipazione ha rappresentato non solo un ritorno italiano di grande rilievo, ma anche un segnale forte della volontà di competere ai massimi livelli della vela internazionale.
Il risultato alla Admiral’s Cup, unito alla presenza nel TP52, rappresenta un motivo di orgoglio per la vela italiana e per la II Zona FIV, che si conferma fucina di talenti capaci di eccellere in tutte le specialità veliche, dalle regate costiere alle competizioni oceaniche.

“È stata una stagione intensa, emozionante e piena di significato. Tornare a regatare alla Admiral’s Cup nel suo centenario, e farlo vincendo con il team Jolt, è qualcosa che porterò nel cuore per sempre. Ma non è stato solo un ritorno alle origini: il mio ingresso nel circuito TP52 con Alkedo powered by Vitamina ha rappresentato una nuova sfida, tecnica e mentale, al fianco di velisti straordinari. Ritrovare l’Italia in quel contesto, dopo anni di assenza, è stato un segnale forte. Ogni regata, ogni bordo, ogni scelta tattica ha contribuito a costruire un’annata che mi ha fatto crescere ancora, come atleta e come uomo. Ringrazio la Marina Militare Italiana, Peter Harrison, Andrea Lacorte e tutti i compagni di squadra: senza di loro, questi risultati non sarebbero stati possibili. Ora si guarda avanti, con la stessa fame e la stessa passione.”
Un successo che rilancia con forza il ruolo dell’Italia nel panorama velico mondiale e celebra il talento, la dedizione e la passione dei suoi atleti.




