CHE MISERIA MENTALE!!!

Golfo dei Poeti, 12 giugno  2017

E’ successo… ne parlano in lungo e in largo in tutto il web, JADERA non c’è più, è affondata!

Noi riportiamo le parole della Signora Gisella, mamma di Fanja, Presidente dell’Associazione Vela Tradizionale che aveva restaurato con amore qualche anno fa questo splendido Dragone mettendolo a disposizione dei ragazzi del Polo Universitario della Spezia G.Marconi.

Ormai tra le persone che frequentano il mare c’è una stragrande maggioranza di INCOMPETENTI ed IGNORANTI (coloro che ignorano) il cui fine non è una “bella passeggiata” sulle proprie imbarcazioni per ammirare il nostro Golfo, il territorio circostante ed il mare, ma far vedere… “chi ce l’ha più grossa e più veloce!”

Questi esseri non conoscono regole, sembra assurdo, ma in questo mondo di disonestà, anche in mare, per “rigare dritti” abbiamo bisogno di corsie a doppio senso di marcia, semafori, ma soprattutto vigili ad ogni incrocio!!! CHE MISERIA MENTALE!!!

Gisella

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LA NAZIONE, 12 giugno 2017

GOMMONE SPERONA BARCA STORICA

PAURA E NAUFRAGIO DURANTE LA REGATA

A bordo del Jadera affondato c’erano due studenti del Polo Marconi
POTEVA finire in tragedia l’incidente accaduto ieri intorno alle 15 un miglio al largo del Tino, in campo di regata per le vele d’epoca nell’ambito del Mariperman. Un gommone di 7 metri condotto da un turista toscano con a bordo altre tre persone è piombato ad alta velocità su una barca d’epoca, il Jadera, un legno di 8,5 metri governato da due studenti del polo universitario Marconi. La chiglia in vetroresina del gommone si è incastrata nel mascone del Jadera, aprendo uno squarcio e facendolo affondare. Per le persone coinvolte la vicenda si è risolta con qualche ammaccatura e un grande spavento ma il bilancio avrebbe potuto essere ben più pesante. «Ci sentiamo miracolati», hanno commentato i due studenti una volta a terra. Sulla dinamica dell’incidente la Capitaneria di porto ha aperto una inchiesta.
SECONDO quanto raccontato dagli studenti, al momento dell’impatto il Jadera stava veleggiando in regata. Gherardo Mazza, di Bassano del Grappa, studente del master in yacht design al Marconi, si trovava sulla prua mentre Gianluca Di Pino, di Taranto, studente della triennale in ingegneria nautica, era al timone. I due hanno notato il gommone grigio avanzare ad alta velocità ma sul momento hanno pensato che si trattasse di fotografi interessati a riprendere la barca, un pezzo di pregio realizzato a mano negli anni Sessanta a Genova e salvato dalla distruzione dall’associazione Vela Tradizionale. Quando è stato chiaro che il gommone avrebbe continuato la sua corsa in rotta di collisione, Di Pino ha cercato di mantenere il controllo del timone mentre Mazza si è tuffato in mare dal lato opposto dell’imminente impatto. Appena in tempo: il gommone ha “speronato” il Jadera sulla prua, incastrandosi e aprendo una falla proprio nel punto in cui fino a pochi istanti prima si trovava Mazza. La vela ha iniziato ad imbarcare acqua e poco dopo è colata a picco adagiandosi su un fondale di circa 20 metri. Sono stati momenti concitati, con le persone a bordo del gommone (due uomini e due donne, originari di Sesto Fiorentino) terrorizzate forse più dei due studenti speronati: a quanto pare solo il conducente del gommone (con regolare patente nautica) sapeva nuotare. Mentre Di Pino lanciava l’Sos grazie a una radio portatile, l’incidente è stato notato anche da Nave Pandora, l’ammiraglia dell’associazione Vela Tradizionale di Fanja Raffellini e Luca Buffo. Lo stesso Buffo ha raggiunto con un gommone il luogo dell’impatto, per l’immediato recupero dei naufraghi; a portare aiuto anche un’altra barca storica che ha lasciato la regata: il Caroli, con equipaggio della Marina Militare. I velisti del Jadera e gli occupanti del gommone sono stati portati sul Pandora e da qui, con una imbarcazione della Capitaneria, trasferiti a terra e accompagnati al pronto soccorso per accertamenti. Nessuno di loro ha riportato ferite preoccupanti; per il conducente del gommone c’è il sospetto di una frattura a una mano.
IL GOMMONE, ammaccato ma ancora in grado di galleggiare, è stato trainato al molo Italia alla Spezia da un’imbarcazione dei vigili del fuoco. La Capitaneria di porto ha aperto una inchiesta amministrativa per violazione dell’ordinanza che regola l’accesso ai campi di regata (possibile ma solo a bassa velocità) e all’obbligo generale di dare la precedenza alle barche a vela. Per l’associazione Vela Tradizionale un grosso sospiro di sollievo perché nessuno si è fatto male ma anche un grosso dispiacere perché adesso il Jadera, un gioiello recuperato con tanto amore, riposa sul fondo del mare: il costo di un recupero va oltre le possibilità economiche dell’associazione.
Anna Pucci
Corrado Ricci
 
Altri articoli online:

 

Ma sentiamo dalle parole dei ragazzi la testimonianza registrata poche ore dopo l’incidente.

Il restauro di JADERA

 

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