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Polemica post-regata alla LEI&LUI… forse troppa, forse sterile ma senza censura!

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10 risposte

  1. Franco Olivieri ha detto:

    Tanto dovevo a Zezigioia poichè abbiamo “combattuto” una parte del percorso insieme ed abbiamo oggettivamente constatato che questa barca è stata ben condotta. Pertanto, pensando a queste “barchette”, sarebbe opportuno, nelle prossime regate, concedere un’ora in più sul tempo limite, richiesta già espressa da me alcuni anni fa.

  2. LaLií ha detto:

    Ciao Andrea,
    Permettimi di condividere con te, con voi, un pensiero.
    Il valore della competizione di domenica non era tanto arrivare o vincere, quanto la partecipazione. Bello condividere poi quanto è successo, durante la premiazione o dopo su Acquadimare. Il vero tesoro di domenica sono le nostre emozioni, perché non immortalare anche le vostre? Scriviamo insieme un brano, se vi va, per raccontare la vostra giornata, per creare una fotografia fatta di parole che renda eterno tutto quello che avete sentito, provato e vissuto durante le ore trascorse in barca.
    Un abbraccio.
    Licia

  3. angelo ha detto:

    tutto bello, tutto vero, delusioni che abbiamo provato, basta mollo tutto, la settimana dopo ti ritrovi sulla linea di partenza.

  4. Gagna ha detto:

    Caro Andrea
    ti scrivo ricordando la piacevolissima regata ‘Lady Cup’, dove ho partecipato insieme a tante amiche, tra cui anche la velista non vedente che era con te domenica. Durante il briefing Attilio aveva segnalato la barca delle veliste non vedenti, e aveva raccomandato attenzione nei loro confronti. Una ragazza aveva replicato che era stata lei ad insegnare alle ragazze ad andare in barca, e che no, non occorrevano degli accorgimenti particolari, perché le ragazze erano in grado di gestire perfettamente la barca e di condurre la regata senza problemi.
    Sulle prime sono rimasta un po’ stupita: ho pensato che questa uscita fosse stata piuttosto aggressiva, ora pero’ rileggendo la tua lettera sono convinta che sia stato centrato esattamente il punto: perché una persona disabile desidera praticare sport, superare barriere, affrontare e gestire i propri limiti? Per sentirsi normale. Per sentirsi piu’ possibile uguale a tutti gli altri. E allora che senso ha fare un’eccezione ad una regola? Al contrario, sarebbe servito solo a porre un accento non necessario su quella disabilita’ dalla quale la brava velista cerca di affrancarsi.
    Questa e’ la mia idea.
    (E sono comunque convinta che il Comitato abbia fatto un lavoro meraviglioso, come al solito)

  5. Monica ha detto:

    Buongiorno a tutti,
    in riferimento allo scritto di Andrea, che da vedente può aver interpretato in maniera troppo protettiva la situazione, infatti qui non si tratta di avere agevolazioni particolari, perchè da parte mia c’è stata determinazione e soddisfazione, e tanta arte imparata.
    In tutta questa situazione l’unica cosa veramente importante per me è una domanda che continua a girarmi in testa e a cui vorrei che qualcuno mi rispondesse: è di prassi o è libero arbitrio del comitato decidere che una regata che doveva iniziare alle ore 13 e finire entro le 16, ma iniziata invece ben oltre le 14.30 per ovvi motivi, mantenga come orario ultimo finale quello stabilito in precedenza?
    Grazie Monica

  6. minni ha detto:

    Io sono sono pienamente d’accordo con quanto scritto da Gagna, inoltre volevo aggiungere un paio di cose, la prima è che mi sembra poco rispettoso nei confronti di chi l’ha organizzata chiamarla “regatina” , la regata è stata faticosa per tutti (barche grandi e piccole) e inoltre un’altra quindicina di barche sono arrivate fuori tempo massimo, e si ci rimani male, però se queste sono le regole del gioco è giusto così.
    Secondo me c’è da ringraziare il Comitato per la bellissima regata.

  7. Pek ha detto:

    Ciao Attilio (ché conosco) e ciao Andrea … ho letto il tuo racconto molto coinvolgente e pieno di passione. Come commenta Attilio a tutti i buoni velisti è capitata qualche beffa riguardo il tempo limite…. io c ho preso diversi “overall” tra cui un trofeo Marcegaglia dove l unica barca ché tagliò in tempo fu un 50 piedi e noi col mini fuori tempo max per tre minuti dopo 2 gg di regata.
    Cosa resta allora ? … resta la tua impresa, resta la tua bravura e ostinazione nel non mollare, resta l amore per le barche piccole. I giudici , le boe , i tempi limite, i compensi, lasciali a chi sa vivere solo di quello. .. A noi restano e piacciono le imprese e le storie belle come la tua. ( Per & Liska)

    • admin ha detto:

      Caro Pek, (che conosco), hai centrato il punto quando dici:

      A noi restano e piacciono le imprese e le storie belle come la tua.

      in effetti se questa storia fosse stata raccontata così com’è sarebbe una bella storia, bella veramente. Il problema che non capisco è questo accanimento contro persone (leggi Comitato) che fanno un lavoro difficile. Credetemi se vi dico che non c’è stata tracottanza o protervia, o forse peggio superficialità, (usando le parole di Andrea). C’è stato un giusto rispetto delle regole, regole che ogni volta ci accompagnano in questo splendido gioco che è la vela, regatona o regatina che sia.

  8. Fred ha detto:

    Ciao a tutti,

    avendo partecipato alla regata mi permetto di aggiungere due parole semplici semplici.

    Il comitato all’arrivo ha fatto un lavoro egregio, ha seguito le fasi della regata sempre presente e sono assolutamente d’accordo che le regole sono regole e non possono essere interpretate altrimenti si entra nel campo del soggettivo e si ottiene il caos… Al contrario questo episodio dev’essere un esempio per cambiare le regole sbagliate in futuro, dando come tempo limite ad esempio 2h e 30′ dalla partenza invece di un orario fisso niente di troppo complicato no?

    Quello che mi sorprende é che nessuno parla del vero errore del comitato di regata (di partenza, non di arrivo!), un errore bello e buono… si sono persi il conto dei minuti in partenza… ai 5 bandiera di classe, ai 4 viene data la india… all’1 non viene dato niente, allo 0 viene ammainata la india e al -1 viene ammainata la bandiera di classe con tutti giá partiti… devo dire una cosa sola: mi hanno insegnato a guardare le bandiere, che contano solo quelle e purtroppo le ho viste… dico purtroppo perché ero riuscito con grande fatica a posizionarmi sulla linea col tempo giusto, ma quando mi sono reso conto che per il comitato c’era un minuto in piú ho dovuto cercare di rallentare, il che ha significato lasciare il timone, lascare, fermarmi etc, mentre tutti o quasi non accorgendosi di cosa accadeva sono partiti ed il tutto é stato dato buono… per l’amor del cielo, la regata doveva essere secondo me un giro piacevole piú che un evento agonistico ed é stato giusto lasciar correre e per quanto mi riguarda pazienza, peró che brutto minuto che ho trascorso…

    ciao a tutti

    Fred

  9. Carissimo figlio e carissimo Comitato: “le regole di regata sono regole ” come tali vanno rispettate da tutti, regatanti e ufficiali di regata. Se gli uni (regatanti) o gli altri (uff. di reg.) non lo fanno esistono le “proteste”. Quindi l’equipaggio che si ritiene penalizzato, perchè una norma non è stata rispetata DEVE dico DEVE protestare secondo la normativa vigente. Poi una giuria per le proteste emettera un giudizio a sua volta appellabile ecc. ecc. ecc. Quanto sopra (purtroppo) è la fredda impersonale legge dei regolamenti. Invece molto appassionante, molto bello, molto amore, molta voglia di questo meraviglioso sport della vela scaturisce dalla lettera di Andrea, dalle risposte di Attilio e da tutti i commenti che voi, solo voi popolo dei regatanti sapete dare al nostro (dico nostro ) mondo di velisti ! Discutete sempre polemizzate sempre ma andate a vela sempre. (grazie per l’attenzione ) buon vento a tutti.
    ps: ho scritto ora perche solo oggi ho potuto leggervi.